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come eseguirla da sole
L'autoesame del seno è un utilissimo strumento di prevenzione del cancro della mammella: per questo va eseguito con regolarità. Il momento ideale è dopo ogni mestruazione, perché nella settimana precedente
il seno si ingrossa e diventa dolente, e al tatto sono evidenti piccole tumescenze derivate dall'ingrossamento delle ghiandole.
Prima di iniziare l'autoesame vero e proprio, è utile mettersi davanti allo
specchio e guardarsi di fronte e di lato, con le braccia sopra la testa, in modo da controllare ogni ondulazione della pelle che possa nascondere un nodulo. I capezzoli devono avere sempre la stessa dimensione e
colore e non devono secernere liquido.
Fase 1: supine con un asciugamano ripiegato o un cuscino sotto le
spalle, esaminiamo il seno in ogni sua parte, considerandolo come diviso in quattro spicchi. Procediamo dall'esterno verso il capezzolo, con le mani piatte e le dita tese. La mano destra va usata per il seno
sinistro e viceversa. Fase 2: Esaminando gli spicchi interni, stendiamo il braccio che non usiamo sopra la testa. Fase 3: Esaminando le parti esterne, allunghiamo il braccio lungo il fianco. Fase 4: In
piedi, cerchiamo eventuali noduli sotto le ascelle, usando la mano destra per l'ascella sinistra e viceversa.
Nel caso in cui si percepisse la presenza di un nodulo, che
non abbia un corrispondente nell'altra mammella, rechiamoci immediatamente da un medico. La maggior parte dei noduli, ricordiamolo, non è di natura maligna (le statistiche parlano di 4 di natura
benigna su 5), ma nel caso il medico trovi qualcosa di sospetto, potrà indirizzarci ad uno specialista per una visita più approfondita. Può darsi che quest'ultimo ritenga opportuno togliere il nodulo, e in
questo caso sarà necessario un piccolo intervento chirurgico che procederà alla sua asportazione. Una biopsia in laboratorio servirà a stabilirne la natura. Nel caso esso risultasse maligno, la diagnosi precoce
eviterà la completa asportazione della mammella, riducendola ad una o due ghiandole linfatiche dal cavo ascellare. L'analisi di queste ultime consente di scoprire se il cancro sia o meno diffuso: se lo è, è
necessario asportare tutti i noduli e proseguire con una terapia post-operatoria di raggi.
Raramente, dunque, è necessaria una mastectomia, ma nell'ipotesi che invece lo fosse, chiediamo un colloquio
informativo sull'operazione, i medici potranno darci tutte le risposte del caso.
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